madhouse
zerounodueprova
prova a giocare a poker al chiar di luna con lupi ermetici e papere lampanti
puntando nel piatto un pezzo di cuore.
e perdere e indebitarti. di ossigeno.
prova a uscire dalla vita e passeggiare scalza su ciotoli roventi.
e poi rientrare sulle punte scottate dei piedi
prova a trovare l'ago nel pagliaio e bucare la bolla di sotterfugi e spergiuri nella quale fluttuavi. stupidamente.
provare a persuaderti che anche le cozze mangiano le ostriche. senza perle di saggezza.
prova a stemperare le fandonie e l'amarezza in un calice di dolcetto.
prova a chiedere un mutuo trentennale di oblìo a battiti zero.
prova a far tornare i conti in sospeso nel quadrato e a chiudere il cerchio rimuovendo un lato del triangolo. il lato tuo.
che tanto la geometria non è un reato.
prova a sciogliere con i sali lacrimogeni la cateratta chimerica che ti offusca la vista.
prova a crittografare l'emozione e il pensiero. e renderli indecifrabili.
prova ad accoccolarti nella quiete di questo refugium bloggatorum
prova, amara.
di un ritmo puoi seguire gli alti o i bassi. e tenere il tempo. io sento gli altibassi e son sempre fuoritempo.
fuoritempo con il mio voler-dovere trovare una soluzione definitiva mentre sarebbe più semplice optare per una soluzione fisiologica. e ancora più semplice sarebbe affettare à la julienne l'ostinazione, cucinarla con lo stufato di somara e lacrimare solo per l'enzima della cipolla.
fuoritempo mi svesto, tolgo e straccio la corazza e incautamente mi sfilo anche la pelle.
fuoritempo mi muovo impacciata nell'immobilità di chi ha già deciso la mia sorte.
fuoritempo mi vendo in cambio di un uscio. e di un guscio.

può accadere che nella preparazione di un dolce lieviti un pensiero amaro. e che non sia un amaretto.
può accadere di trovarsi in uno stadio a rotelle e scoprire quanto una sconfitta profetizzata possa rivelarsi trionfante e decorosa. e che il merito non sia solo del doping sambucato.
può accadere di visitare wurstenbul e rifocillarsi con grasse padelle e porche risate. e che la birra diventi rossa non per la vergogna ma per la bontà.
può accadere di percorrere in modalità notturna una tangenziale globalmente spopolata. e che il parabrezza si cosparga di zucchero a gelo.
può accadere di cadere. e di scadere.
e del perchè i turchi sono bagni e le turche sono cessi
lo saprò tra poche ore. forse.

piove a bacinelle sul silenzio quasi fosse novembre e io mi accomodo al centro del nulla circondata da ruggenti plotoni in pigiama di pro e contro agguerriti. medito se passare dal "via" e ritirare il premio, tentando a tentoni e a carponi di attribuirgli una classificazione pertinente . premio? di consolazione? di desolazione? di adesione? di collisione? di delusione? di revisione? di divisione? di illusione? di irrisione? di rimozione? di attenzione? di radiazione? di abdicazione? di partecipazione? di beatificazione? di attrazione?
rinuncio? denuncio? annuncio?
del perchè i pensieri sviati di giorno svoltano l'angolo delle notti, io non so
del perchè in certi luoghi e momenti, dopo un solo istante, potrei essere l'ospite con l'olezzo di baccalà, io non so
del perchè scrivo con le mani sulla tastiera del pensiero, io non so
del perchè mangio arachidi bevendo caffè, io non so
del perchè inviterei a cena dottor jekyll e mister hyde, io non so
del perchè le bugie son così dedite al funambolismo e all'acrobatismo, io non so
del perchè incasso e poi non scasso, io non so
del perchè un secondo può essere primo, io non so
del perchè qui non c'è traccia di me dal ventidiluglio al ventunottobre, io non so
del perchè il cuore prende atto e non intima lo sfratto per disamorosità, io non so
del perchè "sono parole che si dicono", io non so
del perchè leggo arabo un minuscolo corsivo italiano lo saprà l'oculista

considerando che i miei piedi e le mie mani sono incapaci di abbronzarsi quanto e come il resto del corpo
considerando che trascuro - non volendo - chi merita attenzione e sono trascurata da chi invece
considerando che da trentuno giorni due occhi celesti sono sparpagliati tra milioni di occhi mandorlati. e così sarà per altri sessanta giorni. chemicalosospiegarequantomimancano [pezzi 'e core]
considerando che questo [lungo] periodo sta a me come la kryptonite sta a superman.
considerando che alcune volte spengo il telefono e lo nascondo in luoghi che poi vorrei non ricordare
considerando che "scusa se non ti chiamo amore"
considerando l'odierno feroce attacco di cleaning compulsivo che ho riversato nelle stanze del mio castello
considerando che per troppo tempo ho creduto fermamente a cose incredibili
considerando che al posto del cuore vorrei una batteria ermetica ricaricabile che non emetta gas deludenti, che non richieda luoghi/modi/persone particolari per l'uso e la ricarica, che non richieda rabbocchi di amore e che possa essere installata in tutte le posizioni
considerando la bassa passione e l'alta stagione, mi suiciderò con un sovradosaggio, assunto per via orale, di mozzarella senza conservanti da consumarsi entro il setteluglioduemilaotto.
a certe temperature i pensieri crescono e si infoltiscono fulminei come i peli.
e così, all'alba, nell'intima calura di una conversazione felina, ho istruito il gatto su come sgambettare nel perimetro infuocato di questa giornata, esortandolo a bagnarsi zampini e polsini con acqua fresca.
almeno cinqueseisetteottonovedieciventi volte al dì. che l'estate la chiamano estate.
poi gli ho raccontato la storia della mezza mela che diventò torsolo.
ma lui non sembra gradire l'acqua e la frutta.